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13 giugno 2026 Slow Food Day a Napoli : il cibo che cura al Centro la Tenda

Slow Food Day, Napoli - Carmine Maturo

C’è un momento, nella vita di un attivista, in cui smetti di misurare il tempo con gli anni e cominci a misurarlo con le radici.

Carlo Petrini — Carlin, come lo chiamavano a Bra — ci ha lasciati il 21 maggio scorso. Aveva settantasei anni e ne aveva spesi quaranta a ripetere con ostinazione una cosa semplice e rivoluzionaria: che mangiare lentamente è un atto di resistenza. Che il piacere della tavola non è un lusso borghese ma un diritto civile. Che la velocità imposta al cibo — alla sua produzione, alla sua distribuzione, al suo consumo — era la stessa velocità che stava divorando i territori, i saperi, le comunità. Lo aveva capito nel 1986, quando il mondo era già abbastanza veloce da non accorgersene. A quell’intuizione ostinata dobbiamo molto.

Celebrare il 13 giugno lo Slow Food Day alla Tenda alla Sanità a Napoli significa anche questo: portare avanti una visione che adesso è orfana del suo fondatore, ma non della sua forza. Anzi. Le idee di Carlo Petrini non muoiono con lui — vivono ogni volta che qualcuno sceglie consapevolmente cosa mettere nel piatto, ogni volta che un produttore locale viene riconosciuto e rispettato, ogni volta che una comunità si ritrova intorno a un tavolo.

Quarant’anni di Slow Food non sono dunque una ricorrenza da festeggiare con una torta — anche se la torta ci sarà, e sarà straordinaria, e non sarà uno spreco, perché è fatta e pensata contro lo spreco. L’atto del mangiare, che sembra il più privato e il più banale, è in realtà il più politico che compiamo ogni giorno.

Rione Sanità, Centro La Tenda: dove la solidarietà ha un indirizzo

Sabato 13 giugno 2026, dalle ore 10 alle ore 15, sarò al Centro La Tenda nel Rione Sanità di Napoli. Ci sarò non come portavoce della Comunità Slow Food Napoli Extra Moenia e nemmeno come vice presidente della Condotta Slow Food Napoli — soprattutto ci sarò come attivista e abitante del quartiere e di questa città che ogni volta che attraversa la Sanità sente qualcosa di antico e vivo pulsare sotto i sanpietrini e i basolati sopravvissuti nei vicoli.

La Tenda esiste da oltre quarant’anni. Non è una coincidenza che questa data incroci quella di Slow Food: è una consonanza. Sono due modi diversi di fare la stessa cosa: restare. Restare accanto. Non lasciare indietro nessuno. Credere che la cura delle persone e la cura dell’ambiente non siano vocazioni separate ma la stessa, identica vocazione.

La giornata celebra simultaneamente due traguardi importanti: i quarant’anni di Slow Food e un anno di attività del Centro per il contrasto alla povertà estrema ed educativa ospitato nel Complesso di Santa Maria della Vita. Due percorsi differenti, accomunati dalla stessa idea di società: quella che non lascia indietro nessuno, che considera la cura delle persone inseparabile dalla cura dell’ambiente.

L’iniziativa è co-ideata da Slow Food Napoli, presieduta da Giovanni Serritelli, dalla Comunità Slow Food Napoli Extra Moenia che ho il piacere e l’onore di coordinare e da VVVita, il progetto di comunicazione volontaria e rigenerativa delle colleghe giornaliste Monica Piscitelli e Laura Guerra, che dall’autunno 2025 collabora stabilmente con La Tenda.

In quel complesso monumentale di Santa Maria della Vita — ottomila metri quadrati di piperno, chiostro, giardino fiorito e chiesa che oggi ospita un mercato — ogni giorno qualcuno porta un piatto caldo a tante persone. Ma La Tenda non si ferma al piatto. Offre anche un tetto e un letto caldo a chi non ha nulla: alle persone senza dimora, ai bambini, agli adolescenti e alle famiglie del quartiere che vivono situazioni di fragilità estrema. Non è assistenza. È riconoscimento. Riconosco in te un essere umano, e te lo dico con il cibo, con un riparo, con la dignità di un posto dove dormire.

Ore 10: il Mercato della Terra apre i cancelli

La giornata si apre alle ore 10 con il Mercato della Terra, il cuore pulsante dello Slow Food Day napoletano. Produttori e artigiani del territorio si incontrano nel complesso monumentale per raccontare dal vivo il valore delle filiere locali, del chilometro zero e della biodiversità alimentare campana.

Non è una fiera. È una conversazione. Tra chi produce con cura e chi vuole capire cosa sta comprando, cosa sta mangiando, cosa sta scegliendo. È esattamente il tipo di dialogo che Carlo Petrini ha insegnato a considerare necessario, prima ancora che piacevole.

La mattinata: Slow Tour tra storia, bellezza e inclusione

Il momento che più mi appartiene, e che condurrò insieme alla dott.ssa Marinella Di Martino, è lo Slow Tour “Cibo, Solidarietà, Cultura e Storia”: un percorso guidato attraverso il Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, uno degli spazi più straordinari e meno raccontati del Rione Sanità.

Tra il parco, le balconate in piperno, il giardino in fiore e la chiesa che il 13 giugno ospita il Mercato della Terra, i partecipanti potranno scoprire come un luogo di eccezionale valore storico e artistico sia diventato anche un presidio vivo di accoglienza e inclusione sociale. Ottomila metri quadrati in cui la bellezza non è un privilegio per pochi, ma uno strumento quotidiano di cura, dignità e riscatto.

Lo Slow Tour è a partecipazione libera ma i posti sono limitati. Per prenotare whatsapp: 349 459 7997.

La mattinata: i ragazzi de La Tenda in scena

Accanto alla dimensione culturale e paesaggistica, la mattinata ospiterà uno dei momenti più toccanti della giornata: i bambini, gli adolescenti e le famiglie coinvolti nelle attività de La Tenda presenteranno un anno di lavoro dedicato all’educazione alimentare, alla fotografia, all’artigianato, alla creatività e alla costruzione di percorsi di cittadinanza attiva.

Esposizioni, mostre, laboratori e performance racconteranno una comunità che cresce, che sperimenta, che immagina il proprio futuro. Non uno spettacolo per un pubblico esterno, ma una restituzione autentica — il frutto visibile di mesi di lavoro condiviso.

Accompagnerà la giornata la giovane illustratrice Ilaria Feola, in arte FumettiPop, che con i suoi disegni originali trasformerà emozioni e incontri in narrazione visiva, costruendo in tempo reale una memoria grafica dell’evento.

Il Piatto dell’Amicizia: un gesto, non una semplice degustazione

Tra i momenti più significativi della giornata tornerà il “Piatto dell’Amicizia”, un’idea nata dalla visione di VVVita — il progetto di Monica Piscitelli e Laura Guerra — realizzata con la collaborazione attiva di Slow Food Napoli e dello staff de La Tenda.

Non una semplice degustazione gratuita, ma un gesto simbolico capace di sintetizzare il senso dell’intera manifestazione. Condividere il cibo significa riconoscere l’altro. Significa creare relazioni. Significa abbattere distanze sociali e culturali che spesso sembrano invalicabili.

Il piatto metterà al centro le zucchine, simbolo di una produzione locale semplice ma carica di significati: la stagionalità, il rispetto della terra, la dignità di ciò che nasce vicino a noi. Attivisti Slow Food collaboreranno con lo staff del Centro per preparare insieme il pranzo condiviso, valorizzando il lavoro quotidiano della Mensa de La Tenda, che ogni giorno offre un piatto caldo, un tetto e un letto a chi ne ha bisogno.

Tra i protagonisti della cucina di giornata ci sarà Salvatore Oliva, maestro pizzaiolo della Sanità, che proporrà una speciale preparazione realizzata con le erbe provenienti dall’Orto delle Educative La Tenda: un cerchio perfetto tra territorio, comunità e sapere artigiano.

Ore 14: quarant’anni di Slow Food e una torta contro lo spreco

Alle ore 14 il compleanno di Slow Food diventerà un momento collettivo.

Quarant’anni fa Carlo Petrini lanciava una sfida culturale destinata a cambiare il modo di parlare di alimentazione, biodiversità e sviluppo. Oggi quella visione è una rete globale che continua a difendere il diritto al piacere, la tutela dei territori, la dignità dei produttori e la salvaguardia delle comunità locali. E oggi, per la prima volta, la celebra senza di lui.

L’anniversario sarà segnato da una torta speciale contro lo spreco alimentare, ideata dalla Comunità Slow Food Napoli Extra Moenia e realizzata dal Panificio Antonio Rescigno: un esempio concreto di come il recupero creativo delle materie prime possa trasformarsi in qualità, valore sociale e responsabilità ambientale. Non una torta celebrativa. Una torta militante!

Ad accompagnarla sarà la Ciofeca Cola, la bevanda naturale ideata da Angelo Martino del Ristorante 53: una proposta artigianale, stagionale e priva di processi industriali che racconta un altro modo possibile di produrre e consumare. L’esatto contrario di tutto ciò che una multinazionale delle bevande vorrebbe che bevessimo.

Una comunità che nasce

Una cosa voglio dirla anche fuori da questo editoriale, fuori dal programma, fuori dai ruoli. È bello lavorare con chi la pensa come te. Non sempre è facile — lungo il percorso ci possono essere malintesi, incomprensioni, momenti in cui le strade sembrano divergere. Succede. Succede tra persone vere, che ci mettono davvero qualcosa di sé, anche l’anima. Ma quando torni a guardare nella stessa direzione, quando riconosci nell’altro il desiderio dello stesso mondo — buono, pulito e giusto — quei momenti difficili non fanno altro che aumentare l’affetto. E il piacere di continuare a camminare insieme

Mi fermo qui, prima di diventare un elenco. Perché l’elenco è la morte della narrazione, e questa storia merita di restare viva.

Quello che accadrà il 13 giugno 2026 alla Sanità è qualcosa che a Napoli sappiamo fare e troppo spesso dimentichiamo di saper fare: mettere insieme mondi che parlano lingue diverse e scoprire che, in fondo, dicono la stessa parola.

Solidarietà. Dignità. Futuro.

In una città come Napoli, attraversata da straordinarie energie sociali ma anche da profonde fragilità, quando il mondo della solidarietà incontra quello della cultura alimentare, quando la tutela della biodiversità dialoga con il contrasto alla povertà educativa, quando la bellezza diventa strumento di inclusione, nasce qualcosa che va oltre il singolo evento. Nasce una Comunità.

Il cibo — buono, pulito, giusto — è solo il modo più antico e più diretto che abbiamo per dirlo.

Vi aspetto lì. Dalle dieci alle quindici. Con la fame giusta.

E con il pensiero a Carlin.

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