2026, Cultura e società

La gestione del verde urbano: 7 domande ad un agronomo

Intervista al dott. Nello Ansalone, agronomo paesaggista

Da diversi anni si verificano frequentemente episodi, a volte sconcertanti, che rivelano le enormi difficoltà nella gestione del verde pubblico nelle nostre città: cadute rovinose di alberi per mancanza di cura, tagli selvaggi di alberi secolari, capitozzature che indeboliscono e danneggiano le piante, potature fatte male e nei periodi sbagliati ecc. Per non parlare dei parchi urbani, spesso chiusi, inagibili o in stato di abbandono, che però meritano un discorso a parte. Perchè è così difficile gestire in maniera efficiente il verde urbano, specie al Sud e nelle grandi città? Errori dovuti a incapacità, incompetenza, superficialità? Oppure è colpa della mancanza o insufficienza di risorse finanziarie? E che cosa si può fare per migliorare la situazione? Abbiamo rivolto sette domande ad uno specialista.

1 – Quando è consigliabile piantare gli alberi e dove?

“Il luogo giusto per mettere a dimora un albero in città può essere qualunque, l’importante è scegliere la specie più adatta facendo riferimento in particolare alla chioma e all’apparato radicale. Il periodo migliore per piantare alberi è durante il riposo vegetativo, a cavallo tra l’inverno e la primavera, quando l’albero ha tutto il tempo necessario per adattarsi e crescere in modo ottimale”

2 – Quando e come potare?

“Il periodo migliore per potare coincide con il riposo vegetativo e dunque in inverno o all’inizio della primavera, ad eccezione delle alberature che non tollerano le basse temperature (come ad esempio agrumi, ficus, palme). Per tali alberature la potatura è consigliata nel periodo primaverile. Per potare correttamente e’ necessario effettuare la rimozione delle parti secche o ammalorate e riordinare la chioma eliminando i rami che si incrociano. Occorre infine ricordare che la potatura é una tecnica volta a migliorare la crescita e favorire lo sviluppo dell’albero, ma non è obbligatoria e dipende da fattori come l’età e la specie”

3 – Quali alberi sono più adatti alla città?

“Per rispondere correttamente a questa domanda occorre prima di tutto fare una precisazione: non vi è una specie in assoluto adatta ad ogni punto della città. Ogni strada e ogni angolo necessitano di una valutazione agronomica che tenga conto delle dimensioni della strada e delle interferenze. Ad esempio, una strada molto ampia e senza interferenze può accogliere alberi come il bagolaro (Celtis Australis) oppure il cosiddetto albero dei tulipani (Liriodendron tulipifera) mentre un’ampia piazza potrebbe accogliere dei maestosi canfori (Cinnamomum camphora)”

4 – E’  vero che è difficile piantare se vi sono sottoservizi oppure ci sono nuove tecniche che lo consentono?

“In una città i sottoservizi sono all’ordine del giorno quindi è sempre consigliabile scegliere alberature con apparati radicali che negli anni non vadano a interferire con essi. Esistono nuovi strumenti, come ad esempio il georadar, che permettono l’individuazione dei sottoservizi prima della messa a dimora e riducono quindi eventuali danni ad essi”

5 – E’ meglio avere alberi diversi o tutti uguali in una strada?

“La scelta migliore è senza dubbio quella di piantare alberi della stessa specie, per facilitare la manutenzione e creare un effetto più uniforme e armonioso”

6 – Quale dimensione deve avere un’aiuola per consentire una adeguata crescita della pianta?

“La dimensione dell’aiuola deve essere adeguata alla specie e deve garantire la crescita radicale e del fusto. Per alberi di media e piccola grandezza, il tornello (griglia salva-pianta) deve avere le dimensioni di almeno 80 cm /1 metro”

7 – In una spianata come piazza Municipio a Napoli, progettare ampie aiuole con cespugli mitigherebbe il clima, rendendo meno impermeabile il suolo e senza danno per i sottoservizi?

“Sicuramente l’inserimento di ampie aiuole mitigherebbe moderatamente il clima e renderebbe meno impermeabile il suolo. Con una scelta vegetazionale giusta si potrebbe ovviare al problema dei sottoservizi. Ricordiamo che le piante, a differenza dei manufatti, non si riscaldano, dunque non rilasciano calore e mitigano il clima.

In conclusione, l’unica cosa che posso dire sulla gestione del verde, a Napoli come dovunque, è che dovrebbe essere sempre affidata a ditte specializzate e a figure altamente professionali, che curino il verde dalla progettazione alla realizzazione ed alla successiva manutenzione”

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2 thoughts on “La gestione del verde urbano: 7 domande ad un agronomo”

  1. Rosa Fortunato ha detto:

    La n. 5 è errata. Meglio diversificare gli alberi nei filari perché, se tutti della stessa specie, eventuali malattie infettive si trasmettono a catena.

  2. Laura Gessner ha detto:

    Finalmente un articolo chiaro e sintetico, utile certamente a tutti! Grazie dottor Ansalone e grazie signora dottoressa Angela!

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