Incastonata nel cuore delle pendici della collina di Capodimonte, a Napoli, esiste una realtà culturale che resiste al tempo e all’oblio. È la Piccola Galleria Resistente di Antonio Conte (in Vico Santa Maria a Lanzati 23, alle spalle di via Foria), uno spazio indipendente che si prepara a ospitare una mostra di profonda commozione e riscoperta artistica.Venerdì 22 maggio 2026, alle ore 18:00, si apriranno le porte di “Le Creature di Pan”, la rassegna curata da Chieko Inayama, Stefania Zamparelli e dal sottoscritto, dedicata a Ernesto Pavone (1958 – 2025).
Non si tratta di una semplice mostra d’arte contemporanea, ma di un vero e proprio varco spazio-temporale. Ernesto ci ha lasciati nel novembre del 2025, ma la sensazione, attraversando queste stanze, è che abbia soltanto cambiato stanza. Questa esposizione vuole essere la porta che tenta di condurci nuovamente a lui.
C’è qualcosa di misterioso nei ritorni, soprattutto a Napoli, dove le strade non sono mai solo asfalto ma cerchi che si chiudono, traiettorie invisibili che riportano i corpi e le anime nei luoghi giusti, al momento giusto. Ernesto Pavone appartiene a questo movimento circolare. Alla sua straordinaria capacità di restare, anche quando tutto sembra andare via.
Il legame tra Ernesto Pavone, la materia e i Moiarielli
Lo incontrai la prima volta nel 1990. Mi parlò delle sue sculture in terracotta come si parla di qualcosa che esiste già da sempre, che ha preso forma nel mondo e aspetta solo di essere riconosciuto. Me le mostrò attraverso il racconto, attraverso fotografie, ma soprattutto attraverso quella visione che rendeva la materia già viva, già presente. Non c’era distanza tra idea e forma: tutto era già accaduto.
Da quell’incontro nacque la mostra “Troglos e Logos: cinque sculture su un altare”, al Lazzaretto dell’ex Ospedale della Pace. Ma quelle cinque sculture avevano un altro nome, più segreto, più radicato: I Moiarielli. Creature apotropaiche, custodi silenziosi, frammenti di una Napoli arcaica che riemergeva nella materia. Non oggetti, ma presenze. Non forme, ma soglie.
Rincontrai Ernesto molti anni dopo, nello stesso condominio in cui andai ad abitare, proprio al Moiariello. Un ritorno che non aveva bisogno di spiegazioni. Come se quelle creature, quei nomi, quei luoghi, non avessero mai smesso di operare sottotraccia, tenendo insieme i fili del destino.
Un viaggio antologico tra pittura, scultura e digital artwork
La vita di Ernesto Pavone è stata un contrappunto perfetto tra Napoli, Milano e New York. Chitarrista e disegnatore, si era formato come Fashion Designer a Milano, per poi tornare a Napoli e dedicarsi anima e corpo alla scultura dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti nel 1990.
La sua carriera, costellata di successi internazionali — dalle esposizioni con la Fondazione Morra a Napoli e a Madrid, fino agli Open Studio della metropoli americana — è stata segnata dal sodalizio artistico e di vita con la moglie, la pittrice giapponese Chieko Inayama.
Il percorso espositivo odierno propone oltre cinquanta opere che offrono una sintesi della sua ricerca incessante, ossessiva e poliedrica. Un viaggio antologico che attraversa i diversi media da lui esplorati:
- La tattilità ancestrale della scultura in terracotta;
- La vivacità delle sperimentazioni pittoriche, quasi baconiane;
- La forza comunicativa del collage analogico e digitale, sviluppato durante il lungo soggiorno a New York (2004-2017), dove la tecnologia è diventata uno strumento per indagare le mitologie contemporanee.
Il mito di Pan e l’opening con il “Concertino per Ernesto”
Le Creature di Pan nascono da questo stesso impulso originario. Pan, divinità selvatica, istintiva, irriducibile all’ordine, è qui evocato non come figura mitologica ma come energia diffusa, come principio vitale che attraversa ogni forma. Le opere di Pavone sembrano appartenere a questo regno: un mondo in cui umano e animale, visibile e invisibile, reale e immaginato convivono senza separazione.
Ernesto ha prodotto un numero immenso di opere, una proliferazione continua, quasi inarrestabile. Decine di migliaia di lavori. Nessuno, ancora oggi, può dire con certezza quante siano. Per questo oggi questa mostra a Napoli non è una retrospettiva — sarebbe impossibile realizzarla — ma un riemergere. Un nuovo respiro dato a forme che non hanno mai smesso di vivere.
Il legame indissolubile tra l’arte figurativa di Ernesto e la sua passione per la musica verrà celebrato durante il vernissage. Alle ore 19:00 di venerdì 22 maggio 2026, la galleria ospiterà il “Concertino per Ernesto”, un omaggio musicale offerto da Antonello Paliotti e Francesco Russo (chitarra e mandolino) che faranno risuonare la sua energia nell’aria attraverso le corde tanto care all’artista.
In Ernesto Pavone non esiste separazione tra vita e opera, come non esiste separazione tra presenza e assenza. Esiste un unico flusso continuo. Le sue creature sono ancora qui, assieme a lui. E, in silenzio, continuano a custodire qualcosa che ci riguarda.
Le Creature di Pan: Info, Orari e Dove
- Mostra: Le Creature di Pan – Mostra Antologica di Ernesto Pavone (1958-2025)
- Curatori: Chieko Inayama, Carmine Maturo, Stefania Zamparelli
- Location: Piccola Galleria Resistente – Vico Santa Maria a Lanzati, 23, Napoli (Zona Via Foria / Pendici di Capodimonte)
- Data di Inaugurazione: Venerdì 22 maggio 2026, ore 18:00
- Evento Speciale: Ore 19:00 “Concertino per Ernesto” con Antonello Paliotti e Francesco Russo
- Ingresso: Libero


