C’è un inquinamento che non si vede
Cammino molto. È il mio modo di stare nel mondo, di capire i luoghi prima ancora di descriverli. E camminando ho imparato che ogni città porta con sé ferite visibili — i muri scrostati, l’asfalto rotto, l’aria pesante d’estate. Ma esiste una ferita diversa, che non si vede, che non lascia tracce fisiche, che non si misura con nessun sensore.
Si chiama disinformazione climatica, #ClimateFactsMatter
Non sporca l’aria. Sporca le idee. E quando le idee si sporcano, le politiche si fermano, le persone si disorientano, e il tempo — il tempo che non abbiamo — continua a scorrere.
Questa consapevolezza mi accompagna ogni giorno. Non nelle riunioni. Nelle conversazioni vere. Nei mercati di Slow Food. Lungo scale di Napoli. Nelle facce di chi ascolta e poi dice: “Sì, ma io ho sentito che…”
Ecco. Proprio lì comincia tutto, non negano più. Confondono.
La disinformazione climatica si è fatta più sottile, più paziente, più efficace. Non nega il cambiamento climatico — lo diluisce. Lo trasforma in opinione tra le opinioni. Insinua che non sia urgente. Che le soluzioni costino troppo. Che “non sia il momento”.
L’ecosistema informativo è diventato un ambiente inquinato — amplificato e accelerato dall’uso. E questa incertezza non è innocua: indebolisce la partecipazione pubblica e rallenta l’azione climatica proprio quando ne avremmo più bisogno.
ClimateFactsMatter: la risposta del Patto Europeo per il Clima
Il 23 aprile 2026 la Direzione Generale per l’Azione per il Clima della Commissione Europea ha lanciato la campagna #ClimateFactsMatter, promossa attraverso il Patto Europeo per il Clima.
Il cuore dell’iniziativa è il prebunking: non rincorrere le bugie dopo che sono già virali, ma preparare i cittadini prima. Spiegare le tecniche di manipolazione prima che vengano usate. Costruire anticorpi culturali, non solo correggere errori.
La campagna si articola attorno a tre messaggi:
Informati — conosci i temi più colpiti dalla disinformazione climatica e le fonti affidabili.
Preparati— impara a riconoscere le tecniche di manipolazione: la falsa equivalenza, l’appello all’incertezza, la selezione distorta dei dati.
Resta consapevole — sviluppa uno sguardo critico permanente, non solo in risposta a un singolo contenuto falso.
La Comunità italiana del Patto Europeo per il Clima — coordinata da EuCliPa.IT, con oltre 100 ambasciatori e 8 organizzazioni partner — è già al lavoro. Diffonde i messaggi di #ClimateFactsMatter attraverso video, post e conversazioni, con un focus specifico sull’agricoltura: un settore che vive il cambiamento climatico sulla propria pelle e che è tra i più esposti alle narrazioni distorte.
Napoli mi ha insegnato a cambiare lingua
Vivo a Napoli — una città che non ti permette di restare astratto.
Bellissima e fragile, sotto pressione climatica, turistica, sociale. Le ondate di calore si allungano. Il mare avanza. Eppure, se entri in un quartiere popolare e parli di “transizione ecologica”, rischi di essere guardato come qualcuno venuto da un altro mondo.
Non perché la gente non senta il caldo. Lo sente nelle case senz’aria, nelle strade senza alberi. Lo vive sulla pelle.
Ma perché se parli di sostenibilità senza parlare di giustizia sociale, alimenti diffidenza.
Allora agisco da sempre — ascoltando più che parlando — cambiando lingua. Non “salviamo il pianeta”: troppo lontano. Ma: rendiamo respirabile questo quartiere. Riduciamo il traffico in questa strada. Restituiamo questa piazza ai bambini.
Il clima non è un tema astratto. È la qualità dell’aria che respiri stamattina. È l’ombra che manca d’estate. È il calore che non lascia dormire.
ClimateFactsMatter è un invito aperto: partecipare, condividere, moltiplicare. Il portale ufficiale della campagna raccoglie materiali e strumenti pratici per chiunque voglia contribuire.
Abbiamo imparato a difendere le città dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo. Ora dobbiamo fare lo stesso con l’inquinamento delle informazioni.
La lotta al cambiamento climatico passa anche da qui: non solo ridurre le emissioni, ma ripulire il racconto. Non solo energie rinnovabili, ma narrazioni rinnovabili.
La verità, oggi, è una vera e propria infrastruttura pubblica. Va difesa con la stessa determinazione con cui difendiamo tutto il resto.