Eventi, 2026

Slow Food e Panificio Antonio Rescigno, il Pane Tradizionale di Napoli

Dai grani antichi del Sannio ai forni di Via Foria: l'alleanza per un cibo Buono, Pulito e Giusto come risposta al voto del Parlamento Europeo sulla deregolamentazione degli Ogm

Dai grani antichi del Sannio ai forni di Via Foria a Napoli: l’alleanza per un cibo Buono, Pulito e Giusto come risposta ai nuovi ogm votati dal Parlamento Europeo.

Mentre il Parlamento europeo spalanca le porte alle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), escludendo di fatto i nuovi OGM da significativi obblighi di tracciabilità ed etichettatura e aprendo una nuova stagione di conflitto tra agroindustria e agricoltura contadina, dai territori arriva una risposta concreta, silenziosa ma potente. Ha il profumo del pane appena sfornato.

Non un pane qualsiasi.

Parliamo del nuovo Pane Tradizionale di Napoli del Panificio Antonio Rescigno, realizzato con grani antichi coltivati nel Beneventano, macinati a pietra, lavorati secondo i tempi lenti della lievitazione naturale e cotti nel tradizionale forno di mattoni. Un pane che rappresenta molto più di un alimento: è una dichiarazione culturale, agricola e politica. È la dimostrazione che un altro modello alimentare è possibile.

Da una parte Bruxelles sceglie la strada della deregolamentazione delle NGT, suscitando forti preoccupazioni nel mondo ambientalista e agroecologico. Dall’altra Slow Food e una storica realtà artigiana napoletana come Il Panificio Antonio Rescigno costruiscono alleanze per difendere la biodiversità, le economie locali e il diritto dei cittadini a un cibo buono, pulito e giusto.

Due visioni del mondo.

La prima considera il seme un prodotto industriale da brevettare.
La seconda considera il seme un patrimonio collettivo da custodire.

La biodiversità non è un lusso per ambientalisti. È la nostra assicurazione sul futuro. È ciò che consente alle colture di adattarsi ai cambiamenti climatici, alle malattie emergenti e alla scarsità d’acqua. Ogni varietà locale che scompare rappresenta una perdita irreversibile per tutti.

Per questo assume un significato particolare la nascita del nuovo Pane Tradizionale di Napoli, frutto di una filiera che unisce le campagne del Sannio e la tradizione panificatoria napoletana. Un percorso che parte dai campi del Beneventano, attraversa la molitura e arriva nei forni della città, restituendo valore ai produttori agricoli e ai maestri panificatori che continuano a credere nella qualità e nell’identità dei territori.

I grani antichi non sono una moda gastronomica né un esercizio nostalgico. Sono una straordinaria opportunità per il presente. La loro coltivazione contribuisce alla tutela del paesaggio rurale, alla conservazione della biodiversità e alla costruzione di economie locali più resilienti. La macinazione a pietra conserva fibre, vitamine e sali minerali, mentre la panificazione artigianale restituisce un prodotto capace di raccontare la terra da cui nasce.

Di fronte alla crescente standardizzazione del sistema alimentare globale, il pane diventa così un atto di resistenza. Resistenza culturale contro l’omologazione. Resistenza economica contro la concentrazione del potere nelle mani di pochi soggetti. Resistenza ecologica contro la progressiva erosione della biodiversità.

Slow Food, Rescigno e il Pane Tradizionale di Napoli: l’appuntamento del 25 giugno

È proprio con questo spirito che giovedí 25 giugno alle ore 18.00, presso il Ristorante Rescigno di Via Foria a Napoli, Slow Food Campania, Slow Food Napoli e Slow Food Napoli Extra Moenia presenteranno ufficialmente il nuovo Pane Tradizionale di Napoli del Panificio Antonio Rescigno.

L’appuntamento rappresenta molto più di una semplice degustazione. Sarà l’occasione per raccontare una filiera virtuosa che collega il Beneventano a Napoli, il lavoro degli agricoltori alla sapienza dei panificatori, la biodiversità dei campi alla qualità del pane quotidiano. Un momento di confronto sul valore dei grani antichi e sul ruolo che possono svolgere nella costruzione di un modello alimentare più sostenibile, più equo e più rispettoso dei territori.

Interverranno Patrizia Sprigno, presidente di Slow Food Campania; io in qualità vicepresidente di Slow Food Napoli e portavoce di Slow Food Napoli Extra Moenia; Nadia Savino, responsabile del progetto Slow Grains di Slow Food Campania; e Domenico Rescigno, Annalisa Rescigno e Daniela Rescigno, protagonisti di una tradizione familiare che da generazioni rappresenta uno dei punti di riferimento della panificazione napoletana.

Non sarà soltanto la presentazione di un nuovo pane. Sarà il racconto di un’alleanza tra aree interne e città, tra agricoltori e artigiani, tra biodiversità e cultura gastronomica. Una risposta concreta a chi immagina il futuro dell’alimentazione soltanto nei laboratori e nei brevetti.

Mentre l’Europa discute di nuove tecniche genomiche, Napoli sceglie di investire nella biodiversità, nella qualità artigianale e nelle relazioni umane che stanno dietro ogni filiera virtuosa.

Perché il futuro non nasce soltanto dalla tecnologia.

Nasce anche dai semi custoditi nelle campagne del Sannio, dalle mani dei panificatori napoletani e dal profumo del pane che continua a raccontare la storia di una comunità.

Evento a numero chiuso. Prenotazione obbligatoria tramite WhatsApp al 349 459 7997.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *