Voci dai territori, 2026, Cultura e società

Terra Madre 2026, Slow Food Campania a Torino: quattro giorni di laboratori, GAL e comunità del cibo

Slow Food Campania a Terra Madre 2026

Dal 24 al 27 settembre Lo stand di Piazzetta Reale ha riunito Slow Food Campania, i GAL, la Regione Campania e i Comuni in un programma unico.

Terra Madre 2026 non è una fiera come le altre. Nata dall’idea di Carlo Pedrini e Slow Food di mettere in rete chi il cibo lo produce, lo trasforma, lo cucina e lo difende, è diventata nel tempo l’appuntamento internazionale in cui contadini, pescatori, pastori, cuochi, ricercatori e amministratori si siedono allo stesso tavolo. Qui il cibo smette di essere soltanto un prodotto da esporre. Diventa un modo per parlare di paesaggi, di lavoro, di economie locali e di futuro. Ogni territorio arriva con le proprie differenze e le mette in relazione con quelle degli altri, senza chiedere a nessuno di somigliare a nessun altro. A dare il segno dell’importanza di questo appuntamento quest’anno è stata anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione.

In questo spazio, dal 24 al 27 settembre, a Torino in Piazzetta Reale, ha trovato posto lo stand della Campania. Uno spazio condiviso, dove Slow Food Campania e i GAL hanno lavorato fianco a fianco con la Regione, i Distretti del Cibo, fondazioni e Comuni. A guidare la delegazione campana, composta da venti volontari e cinque ristoratori, è stata la presidente regionale di Slow Food Campania, Patrizia Spigno. In quattro giorni si sono susseguiti trentuno appuntamenti, tra laboratori, talk e presentazioni, frutto di tante voci che hanno scelto di raccontarsi insieme. Il visitatore passava da un incontro all’altro senza accorgersi di dove finisse un soggetto e iniziasse l’altro. Ed è forse questo il segno più riuscito dell’esperienza.

Giovedì 24 settembre: l’apertura e le Terre di Ulisse

Il primo giorno si è aperto, alle 12:30, con la presentazione dello stand alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Serluca. Con la Regione c’erano Slow Food Campania, il GAL Pesca Approdo di Ulisse, il GAL Terra Protetta, il Distretto del Cibo della Penisola Sorrentina e i Comuni di Agerola e Tramonti. I laboratori di quell’incontro sono stati curati dai Comuni di Agerola e di Vico Equense e dal GAL, in collaborazione con Slow Food Campania.

Dalle 15:00 il racconto si è spostato sul mare. “Dai piani di gestione alla DOP Economy” ha affrontato la blu economy nella strategia del GAL Pesca Approdo di Ulisse. Alle 16 la scena è passata a un incontro più intimo e insieme antico, quello tra il miele e le noci, raccontato da Costantino Leuci, Silvana Boschi e Alessandra Balduccini nell’ambito dei “Custodi della biodiversità”. Alle 17 è toccato ai prodotti delle comunità del cibo del GAL Terra Protetta. Alle 18 è stata la volta del Distretto del Cibo, la Fondazione dei Monti Lattari e il Comune di Pimonte.

La giornata si è chiusa con la prima delle serate dedicate alla Colatura di Alici di Cetara DOP, un appuntamento che sarebbe tornato ogni sera. A condurla l’Associazione Amici delle Alici, il Comune di Cetara e il GAL Pesca Approdo di Ulisse.

Venerdì 25 settembre: le regole, i semi e le comunità

Il venerdì è cominciato dalle regole. Alle 10:30 il talk sulla costituzione delle Comunità del Cibo secondo la legge 194 del 2005 ha riunito la Regione e Slow Food Campania, con Zaccardelli e Tranchida del CREA OF, Rosa Pepe, il dottor Montalbano del Masaf e Patrizia Spigno. È stato il momento in cui un’idea di comunità, spesso evocata, si è confrontata con gli strumenti che la rendono concreta.

Poi è cominciata la parte del gusto. Tra le 11:30 e le 14 il Laboratorio del Gusto della Costa d’Amalfi, della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, a cura dei Comuni di Agerola e Vico Equense e del GAL. Alle 14 il GAL Terra Protetta ha portato Agerola al centro, con il Distretto del Cibo e il Comune.

Alle 15 sono arrivati i legumi, con la sfida tra il fagiolo Dente di Morto e il Butirro, raccontata da Potito Izzo e Nives Monda sotto il titolo “Piccoli semi per grandi rivoluzioni”. Alle 16:00 un viaggio per mare, “Da poppa a prua”, tra Sorrento e i Campi Flegrei, andata e ritorno. Alle 17:00 le castagne e i marroni, tra biodiversità coltivata e comunità costruite, con Bianca Mucciolo, Rosanna Raimondo e due voci dell’Uncem, Vincenzo Luciano e Marco Bussone, a ricordare quanto la montagna c’entri con tutto questo. Alle 18 le storie di carne, territorio e tradizione, “Dalla razza alla tavola”, con Emilia Lombardi, Rino Giosuè Silvestro, Katia Ursillo, Costantino Leuci e Giovanni Ciardiello.

A fine giornata, il talk “Rigenera Campania”, con Gianfranco Nappi, Gianluca Napolitano e Gianni Cicia, ha guardato al futuro dei territori. Alle 19:30 è tornata la Colatura di Alici con l’Associazione Amici delle Alici e il GAL Approdo di Ulisse.

Sabato 26 settembre: pane, pasta, memorie e gelato

Il sabato è stato il giorno dei mestieri. Alle 10:30 sono intervenuto personalmente al laboratorio “Cereali e Pane: coltivare la diversità, gustare la differenza”, insieme a Costantino Leuci e ai pani del Panificio Rescigno e del Panificio Don Pane e Rino Giosuè Silvestro. Parlare di pane a Torino è stato un modo per ricordare che la diversità si gusta prima ancora di spiegarla e che le filiere devono essere buone pulite e giuste.

Alle 11:30 il GAL Magna Grecia ha presentato la propria strategia. Dalle 12:30 alle 14:00 il Laboratorio del Gusto dei Monti Lattari è tornato con i Comuni di Agerola e Tramonti e il GAL.

Alle 14:00 è stata la volta della pasta artigianale, con la Comunità “La Tradizione artigianale dell’Arte Bianca a Torre Annunziata” e l’associazione La Voce delle Donne di San Martino Valle Caudina, raccontate da Maria Lionelli, Mario Riccardi e Giovanni Ciardiello. Alle 15:00 uno sguardo istituzionale, il progetto dell’ICPI del Ministero della Cultura per la Regione Campania. Subito dopo, alle 15:30, “La dispensa della Terra”, fatta di fermenti, erbe e memorie della Campania contadina, con Cristina De Vita e Danilo Gorga.

Alle 16:00 uno show cooking ha presentato il paniere dei prodotti d’eccellenza dei Monti Lattari, a cura del Comune di Pimonte, della Fondazione dei Monti Lattari e del GAL.
Alle 17:00 il Festival “Il cuore di Fofò”, dedicato al pomodoro tradizionale campano, con Patrizia Spigno e i produttori. Alle 18:00 un gelato che unisce scienza del gusto e biodiversità vesuviana, con Maria Lionelli, Mario Riccardi, Alessandra Balduccini, Maria Savarese, Simona Briganti ed Enzo Cascone. Poi, ancora, la Colatura di Alici alle 19.

Domenica 27 settembre: il Manifesto del Mare e il viaggio dalle Alpi al Tirreno

L’ultima giornata si è aperta alle 10:30 con la presentazione del Manifesto del Mare di Slow Food Campania, affidata ad Alberto Capasso. Un documento nato dal confronto tra le Condotte campane, che a Torino ha trovato una platea più ampia, e che propone di guardare al mare come ecosistema, lavoro e cultura, non soltanto come risorsa da cui prelevare pesce.

Dalle 11:30 alle 13 il Laboratorio del Gusto dei Monti Lattari ha avuto il volto dei due GAL, Pesca Approdo di Ulisse e Terra Protetta, a cura dei Comuni di Agerola e Tramonti. Alle 13 il laboratorio “Dalle Alpi al Tirreno – un viaggio tra Piemonte e Campania” ha messo in relazione due territori lontani, con Emilia Lombardi, Angelo Martino, Luca Alzona, presidente di Slow Food Piemonte, e Mattia Casabona, del direttivo di Slow Food Torino, docente di cucina e formatore. Dalle 14:30 alle 16 il Laboratorio del Gusto è proseguito con il GAL Terra Protetta.

A chiudere alle 16 “La pasta incontra la biodiversità dei territori” con Emilia Lombardi, Rino Giosuè Silvestro.

Tornare a casa con le idee in tasca

Chi ha attraversato quei quattro giorni ha visto una Campania che non si accontenta di presentare i suoi prodotti. I Laboratori del Gusto di Agerola, Vico Equense, Tramonti e Pimonte, le serate della Colatura di Alici, i legumi, le castagne, il pane, il pomodoro, la pasta fresca e il gelato hanno trovato un filo comune. Quel filo sono le comunità, e i prodotti sono il modo in cui le comunità si riconoscono.

Siamo tornati in Campania soddisfatti, e non per il piacere di una vetrina ben riuscita. Siamo soddisfatti perché a Torino abbiamo visto che le cose si possono fare insieme, che un GAL, una Condotta Slow Food, un Comune, un panificio e un Associazione di pescatori possono stare nello stesso spazio e parlare la stessa lingua, senza rinunciare alla propria. Ma da attivisti sappiamo che una buona settimana non basta. Terra Madre non è stato il punto di arrivo, è stata una tappa, e le tappe servono a ripartire. Siamo tornati con tante idee da mettere a terra: le comunità del cibo da costruire sul serio, il mare da riportare nelle mense e nei mercati, le differenze dei territori da custodire. Le idee, se restano in valigia, diventano souvenir. Noi le vogliamo seminare, come sappiamo ben fare.

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