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Rigenera Campania l’8 luglio al Consiglio Regionale: i rifugi climatici a Napoli dimostrano che l’emergenza è ora

C’è un dettaglio, nella nascita della mappa dei rifugi climatici a Napoli, che dovrebbe farci riflettere ben oltre l’indubbia utilità pratica dello strumento. Non siamo di fronte a una semplice notizia di servizio o all’inaugurazione dell’ennesima piattaforma digitale questa volta nata dalla sinergia tra il Comune di Napoli, l’associazione CleaNap e l’Università Federico II. È qualcosa di più profondo e, a tratti, inquietante: è l’istituzionalizzazione della crisi.
Quando un ente pubblico si vede costretto a mappare scientificamente parchi, chiese, piazze e strutture assistenziali per catalogarli come luoghi di sopravvivenza termica, significa che abbiamo superato una linea d’ombra. Significa che l’emergenza climatica a Napoli ha smesso di essere una proiezione statistica per il futuro. È qui, ora, e ha la forma di un atto amministrativo del comune.
​I “rifugi”, per definizione semantica, si aprono durante le guerre o le catastrofi naturali. Il fatto che oggi l’ennesima città debba istituire una rete di protezione contro il cielo e l’aria che respiriamo è la prova provata che il clima è diventato ostile per il territorio.

Ondate di calore e isole di calore urbano: oltre il “semplice caldo estivo”

Per anni la retorica del negazionismo strisciante ha liquidato le estati roventi con un’alzata di spalle: “È estate, ha sempre fatto caldo”. La mappa interattiva dei rifugi climatici a Napoli e non solo a Napoli, demolisce questa narrazione rassicurante. Un’amministrazione pubblica muove macchine burocratiche e investe risorse nel Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) solo quando il pericolo è reale, misurabile e imminente.
​Se le istituzioni locali creano presidi di protezione dal calore, significa che lo stress termico è riconosciuto come un rischio sanitario ed epidemiologico di massa. Non si tratta di cercare un po’ di refrigerio, ma di proteggere anziani, bambini, malati e chi vive nelle case popolari o nei quartieri marginali da un ambiente urbano che, nei giorni di picco, si trasforma in una trappola d’asfalto.

Adattamento climatico: perché le mappe non bastano.

La mappa dei rifugi è utilissima e salvavita, ma rappresenta anche la bandiera bianca della mitigazione: non potendo fermare subito il surriscaldamento, ci si adatta a difendersi da esso. Ed è proprio qui che lo strumento digitale deve trasformarsi in coscienza politica per la transizione ecologica.
​Per mitigare davvero l’effetto delle isole di calore urbano, il Comune di Napoli deve mettere in campo interventi strutturali immediati che vadano anche oltre la semplice mappatura:

Investire nel verde urbano e nell’occupazione: Piantare alberi tanti alberi e non solo. È indispensabile stanziare fondi per l’assunzione di nuovo personale e addetti al verde pubblico per garantire la manutenzione del patrimonio arboreo. Secondo i dati dell’Istat sul verde urbano 2025, ovvero sul patrimonio arboreo gestito dai comuni, la città con più alberi in Italia è Modena, che ne ha 117,4 ogni 100 abitanti, cioè 1,2 a testa mentre Napoli 4,4 alberi ogni cento abitanti.

Creare più isole pedonali alberate: Sottrare spazio alle auto deve coincidere con la creazione di corridoi d’ombra capaci di abbassare la temperatura nei quartieri densamente popolati.

Stop all’asfalto selvaggio: Il Comune deve preferire basolati, pavimentazioni drenanti e materiali riflettenti di nuova generazione che emanano meno calore rispetto al semplice asfalto.

Proposta di legge popolare “Rigenera Campania”: cos’è e cosa prevede

La risposta strutturale a questa deriva in Campania esiste già ed è la Proposta di Legge Popolare “Rigenera Campania”, un testo normativo chiaro che affronta i nodi sistemici della crisi legando la giustizia ambientale alla giustizia sociale attraverso quattro pilastri: Conversione ecologica e fonti rinnovabili, Sovranità alimentare e agricoltura contadina,Centralità delle aree interne, Gestione pubblica e integrata delle acque
​Nonostante sia supportata da migliaia di firme di cittadini campani, questa proposta è attualmente bloccata nei cassetti della Regione Campania, in aperta violazione dello Statuto.

Mobilitazione l’8 luglio al Consiglio Regionale: partecipare per chiedere il cambiamento

Per questo motivo, l’indignazione e la ricerca di un “rifugio” devono tradursi in azione collettiva. Mercoledì 8 luglio, alle ore 11.00, presso la Sede del Consiglio Regionale della Campania (Napoli Centro Direzionale), la cittadinanza è invitata a partecipare al presidio-conferenza stampa promosso da Rigenera Campania.
​Partecipare alla mobilitazione dell’8 luglio è fondamentale per imporre alle istituzioni tre richieste non più rimandabili:
​L’immediata iscrizione all’ordine del giorno della legge popolare “Rigenera Campania”.
​Il trasferimento dei fondi dai progetti speculativi – come le “Piramidi napoletane” per la nuova sede della Regione – alla riqualificazione termica di 20.000 alloggi popolari.
​Il blocco del consumo di suolo e la realizzazione di tre grandi polmoni verdi (zona Orientale, Occidentale a Bagnoli e il Corridoio Ecologico dei Regi Lagni).
​Se a Napoli, e non solo, abbiamo bisogno di una mappa per trovare un angolo di ombra, significa che il tempo degli alibi è scaduto. Appuntamento 8 luglio al Centro Direzionale: la presenza di ciascuno è il primo vero passo per pretendere una città strutturalmente più vivibile, verde e respirabile.

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