Compiere diciotto anni non è solo un traguardo anagrafico, ma un’assunzione di responsabilità verso il mondo. Il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ, che quest’anno celebra la sua maggiore età, lo fa in un momento storico in cui i confini sembrano tornare a essere solo cicatrici di filo spinato e barriere mentali. Eppure, il messaggio che parte da Bologna e attraversa 8 regioni italiane è diametralmente opposto: il confine può e deve essere uno spazio vitale di incontro e scambio dove la diversità non fa paura, ma arricchisce.
Il tema di questa XVIII edizione, “GEOGRAFIE DI PACE – mobilità/rsi attraverso confini e culture”, ci invita a un atto di resistenza civile attraverso il viaggio. Come ci ricorda con forza Pierluigi Musarò, co-fondatore del festival:
“Le geografie di pace trasformano i confini da linee di separazione a spazi di incontro, scambio e relazione. In un tempo di paura e disillusione, segnato da conflitti e chiusure, la mobilità – per viaggio o migrazione – può diventare un gesto di ascolto, rispetto e apertura. Il turismo responsabile ci invita a riconoscere il valore del limite, a custodire territori e differenze, e a vivere il viaggio non come consumo di luoghi, ma come occasione di dialogo, conoscenza reciproca e comunità”.
In questo cammino, la rete nazionale del festival si conferma un motore di sviluppo sociale unico in Italia. Sonia Bregoli, co-fondatrice e responsabile della rete, inquadra così il valore di questo lungo percorso:
“Celebrare 18 anni di festival significa guardare a un percorso che, dal 2009 a oggi, ha unito pubblico e privato in un grande progetto di valorizzazione territoriale, dalla pianura alla montagna, dalle città al mare. Abbiamo trasformato questa iniziativa in un motore di sviluppo sostenibile e socialmente responsabile, attivando centinaia di soggetti […] Oggi, da ‘maggiorenni’, continuiamo a progettare un futuro in cui il viaggio sia uno strumento di crescita e di scambio per le comunità locali”.
Un Itinerario di Consapevolezza
Il viaggio di IT.A.CÀ 2026 non è una semplice parata di eventi, ma un organismo vivo che si snoda da giugno a ottobre attraverso 16 tappe. Tutto inizia il 21 giugno in Valle Panaro, con una camminata lungo il fiume dedicata alla pace, arricchita dai sapori delle comunità straniere che abitano il territorio. La stessa tappa tornerà in agosto a Castelvetro per riscoprire il “piede come radice” e a Spilamberto per riflettere sul diritto universale al viaggio con esperti come Paolo Piacentini e Maurizio Davolio.
A luglio, il festival sale verso il Trentino, nella Valle di Ledro, per onorare la memoria di Alexander Langer, instancabile costruttore di ponti, proprio nell’anniversario della sua scomparsa. Qui il paesaggio si fa sonoro e interiore, tra trekking sulle tracce di antiche fortificazioni e riflessioni sulle ferite che il cambiamento climatico infligge alla montagna.
In agosto, l’Umbria diventa teatro di un’ecologia integrale tra la Valnerina e la Valle Spoletana. Seguendo le orme di San Francesco, il festival promuove la “Carta del viaggiatore”, traducendo la Laudato si’ in gesti concreti: dall’uso dei bus di linea per sensibilizzare alla mobilità dolce fino ai cammini lungo la Via di Francesco.
La Scelta di Essere Comunità
Il festival proseguirà poi il suo cammino toccando la Sardegna, la Sicilia, la Lombardia, le Marche e il Piemonte, chiudendo il cerchio a Modena a fine ottobre. In questo lungo itinerario, la collaborazione con Banca Etica non è un semplice dettaglio: ci ricorda che ogni euro investito, come ogni passo compiuto, deve avere un impatto positivo sul futuro del pianeta.
Partecipare a IT.A.CÀ significa scegliere di non essere semplici spettatori di passaggio, ma cittadini attivi pronti a trasformare l’incontro con l’altro in una geografia di pace quotidiana.
L’appuntamento è sui sentieri.
Per i programmi dettagliati e le 16 tappe nazionali, consultare www.festivalitaca.net.